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Iperammortamento 2026: cosa cambia dopo la Legge di Bilancio e il decreto attuativo

19-01-2026 Crediti d’imposta

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Dopo mesi di anticipazioni, il quadro normativo sull’iperammortamento 2026 è finalmente definito.
La Legge di Bilancio ha reintrodotto ufficialmente la misura per il periodo 2026–2028, mentre il decreto attuativo ha chiarito molti aspetti operativi che, fino a poco tempo fa, lasciavano spazio a dubbi interpretativi.

Per le imprese che investono in beni strumentali Industria 4.0, si apre quindi una nuova opportunità. Ma, come spesso accade con gli incentivi di maggiore impatto, l’accesso al beneficio non è automatico e richiede una valutazione attenta dei requisiti tecnici e documentali.

In questo articolo analizziamo cosa cambia davvero, cosa è oggi certo e cosa invece va gestito con particolare attenzione.

Il ritorno dell’iperammortamento

Negli ultimi anni, il sistema degli incentivi agli investimenti produttivi si è spostato progressivamente verso i crediti d’imposta (Industria 4.0 e, più recentemente, Transizione 5.0).
Con il 2026, il legislatore sceglie invece di tornare alla logica dell’iperammortamento, uno strumento che premia l’investimento attraverso una maggiorazione fiscale.

La differenza rispetto alle fasi precedenti è sostanziale: il nuovo iperammortamento nasce in un contesto di:

  • maggiore attenzione ai controlli;
  • esperienze pregresse di difficile gestione di Industria 4.0 e 5.0;
  • necessità di selezionare con più precisione gli investimenti agevolabili.

👉 Per un primo inquadramento della misura, puoi consultare anche il nostro articolo pubblicato in fase di attesa normativa: Iperammortamento 2026: cosa aspettarsi.

Iperammortamento 2026 cosa prevede la Legge di Bilancio

Orizzonte temporale e investimenti agevolabili

La Legge di Bilancio introduce l’iperammortamento per un arco temporale pluriennale, dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, consentendo alle imprese di pianificare investimenti di medio periodo.

La misura è rivolta agli investimenti in beni strumentali nuovi riconducibili al paradigma Industria 4.0, con caratteristiche tecnologiche ben definite.

La logica della misura

A differenza dei crediti d’imposta, l’iperammortamento agisce sulla base di ammortamento fiscale, consentendo una maggiorazione del costo del bene ai fini della deduzione.

Questo rende la misura:

  • particolarmente interessante per investimenti rilevanti;
  • meno “diretta” rispetto ai crediti d’imposta;
  • più esposta a verifiche tecniche e documentali.

Di seguito l’analisi del testo della norma trasmesso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy al Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Cosa cambia davvero rispetto alle versioni precedenti

Superamento del modello “automatico”

Una delle principali differenze rispetto al “vecchio” iperammortamento è l’abbandono di un approccio percepito come “automatico”.
Oggi l’iperammortamento richiede:

  • una valutazione preventiva dei requisiti;
  • maggiore attenzione alla corretta classificazione dei beni;
  • una documentazione tecnica coerente e difendibile.

Maggiore selettività sugli investimenti

La misura è chiaramente orientata a premiare investimenti realmente coerenti con Industria 4.0, riducendo le aree grigie che in passato hanno generato contestazioni.

Questo significa che non tutti gli investimenti potranno beneficiare dell’iperammortamento, anche se tecnologicamente avanzati.

Tuttavia gli Allegati che definiscono gli investimenti che possono beneficiare dell’agevolazione sono stati aggiornati ed ampliati.

Il decreto attuativo: perché è il vero spartiacque

Perché il decreto attuativo è decisivo

Se la Legge di Bilancio definisce il perimetro generale, è il decreto attuativo a stabilire:

  • definizioni operative;
  • criteri interpretativi;
  • elementi di verifica concreta.

È qui che emergono le indicazioni più rilevanti per le imprese e per chi le affianca.

Il tema chiave: il requisito “Made in EU”

Uno degli aspetti più delicati introdotti riguarda il requisito del “Made in EU” per i beni agevolabili.

Il concetto non è banale e non si esaurisce nella semplice provenienza geografica del bene.
Occorre valutare:

  • dove avviene la produzione;
  • come è strutturata la filiera;
  • se il bene risponde effettivamente alle definizioni normative.

In sostanza l’impresa dovrà ottenere un certificato di origine del bene rilasciato dalla Camera di Commercio competente.

Questa documentazione non è immediata, si tratterà di far compilare dal produttore una dichiarazione di origine ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante che il bene è stato integralmente ottenuto, ovvero ha subito l’ultima trasformazione sostanziale, nel territorio dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, conformemente ai criteri di cui all’articolo 60 del Regolamento (UE) n. 952/2013.

Requisiti tecnici e documentali: cosa devono aspettarsi le imprese

Non solo investire: dimostrare

Uno degli errori più comuni è pensare che l’iperammortamento premi l’investimento in sé.
In realtà, il beneficio premia l’investimento correttamente dimostrato e documentato.

Questo implica:

  • verifica dei requisiti tecnologici del bene;
  • coerenza con i principi Industria 4.0;
  • capacità di dimostrare il rispetto delle condizioni normative con documentazione corretta.

Il ruolo della perizia e della documentazione tecnica

La perizia tecnica resta un requisito fondamentale, ma non sufficiente.
Sempre più spesso è necessario affiancare alla perizia una documentazione tecnica strutturata, in grado di:

  • spiegare le scelte effettuate;
  • collegare l’investimento agli obiettivi aziendali;
  • resistere a eventuali controlli successivi.

👉 È qui che entra in gioco un approccio di Consulenza Aziendale Evoluta, capace di coordinare aspetti tecnici, fiscali e documentali.

Iperammortamento 2026 e controlli: cosa cambia per le imprese

Perché i controlli sono destinati ad aumentare

Gli investimenti agevolati dall’iperammortamento sono spesso:

  • di importo rilevante;
  • destinatari di importanti risorse governative;
  • facilmente individuabili in sede di controllo.

Questo rende probabile un aumento delle verifiche, soprattutto negli anni successivi all’applicazione della misura (fino a 5 anni dopo l’ottenimento del beneficio da parte dell’azienda).

Errori tipici che emergono nei controlli

Le criticità più frequenti riguardano:

  • beni non correttamente classificati come 4.0;
  • interpretazioni forzate del requisito Made in EU;
  • documentazione predisposta solo a posteriori;
  • incoerenze tra perizia e realtà operativa.

Come prepararsi oggi per non sbagliare domani

Perché aspettare è un errore

Molte imprese rimandano l’analisi dei requisiti a ridosso dell’investimento.
Questo approccio aumenta il rischio di:

  • scelte tecniche non ottimali;
  • esclusione dall’agevolazione;
  • difficoltà nel predisporre la documentazione.

L’importanza di un partner strutturato

Affrontare l’iperammortamento 2026 significa:

  • pianificare gli investimenti;
  • valutare i requisiti prima dell’acquisto;
  • costruire la documentazione in modo difensivo.

Un partner che opera come general contractor consente di ridurre il rischio e massimizzare il beneficio, coordinando tutte le fasi del progetto.

Iperammortamento 2026: opportunità reale, ma non per tutti

L’iperammortamento rappresenta un’opportunità concreta per molte imprese, ma non è una misura universale.
Conviene soprattutto a chi:

  • investe in beni 4.0 complessi;
  • pianifica gli investimenti nel medio periodo;
  • è disposto a gestire correttamente gli aspetti documentali;
  • ha utili da abbattere.

In altri casi, può essere opportuno valutare misure alternative o complementari.

Vuoi capire se la tua azienda è pronta per l’iperammortamento 2026?

Ogni progetto di investimento è diverso.
Una valutazione preliminare consente di capire:

  • se l’investimento è realmente agevolabile;
  • quali requisiti devono essere rispettati;
  • come impostare correttamente la documentazione.

👉 Contattaci per una consulenza preliminare: analizzeremo il tuo progetto e ti guideremo nell’accesso all’iperammortamento 2026 in modo sicuro e a prova di controlli.


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