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Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione e Design: guida completa 2026

18-02-2026

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Lo strumento ideale per supportare investimenti per la tua competitività

Il credito d’imposta ricerca e sviluppo rappresenta da anni una delle principali leve fiscali a supporto delle imprese che investono in innovazione e in campionari nuovi.
Nel 2026 la misura resta centrale, ma è diventata anche più tecnica, più selettiva e più esposta ai controlli.

Per questo oggi non basta sapere che esiste il credito d’imposta R&S:
è fondamentale capire come funziona davvero, quali attività rientrano, quali spese sono ammissibili e soprattutto come strutturare la documentazione per evitare contestazioni future.

In questa guida analizziamo in modo chiaro e completo:

  • il funzionamento del credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design
  • le novità 2026, con particolare attenzione al design al 10%
  • il ruolo sempre più centrale della certificazione tecnica
  • i principali rischi di contestazione
  • il valore di un approccio strutturato e a prova di controlli

Perché il credito d’imposta R&S è ancora una leva strategica nel 2026

Le imprese italiane continuano a investire in:

  • nuovi prodotti
  • miglioramento dei processi
  • digitalizzazione
  • software proprietari
  • design e ideazione estetica

Il credito d’imposta ricerca e sviluppo consente di trasformare questi investimenti in liquidità fiscale, riducendo il carico tributario e liberando risorse da reinvestire.

Tuttavia, negli ultimi anni la misura è diventata anche una delle più attenzionate dall’Agenzia delle Entrate.
Il motivo è semplice: il credito non viene “approvato” a monte, ma verificato ex post, spesso a distanza di anni.

👉 Oggi il vero discrimine non è fare innovazione, ma dimostrarla correttamente.

Cos’è il credito d’imposta ricerca e sviluppo

Il credito d’imposta ricerca e sviluppo è un’agevolazione fiscale che consente alle imprese di ottenere un credito utilizzabile in compensazione a fronte delle spese sostenute per attività di innovazione.

Il beneficio non è automatico né forfettario:
dipende dalla corretta qualificazione tecnica delle attività, dalla tracciabilità dei costi e dalla coerenza documentale.

A cosa serve

Il credito serve a:

  • ridurre il carico fiscale
  • sostenere gli investimenti innovativi
  • migliorare la liquidità aziendale

È una misura trasversale, applicabile a imprese di diversi settori, purché svolgano attività riconducibili alle categorie agevolabili.

A chi si rivolge

Possono accedere al credito:

  • PMI
  • imprese strutturate
  • aziende manifatturiere
  • società di servizi tecnologici

La dimensione aziendale non è il fattore determinante: lo è la qualità tecnica delle attività svolte.

Le attività agevolabili: non tutte le “innovazioni” sono uguali

Uno degli errori più frequenti riguarda la classificazione delle attività.
Nel credito d’imposta ricerca e sviluppo esistono ambiti distinti, ciascuno con regole e perimetri propri.

Ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale

Rientrano in questa categoria le attività che:

  • mirano ad acquisire nuove conoscenze
  • sviluppano soluzioni tecniche non ovvie
  • comportano incertezza tecnologica reale

Sono attività tipicamente svolte da:

  • uffici tecnici
  • reparti R&D
  • team di sviluppo software o prodotto

Innovazione tecnologica

Include attività finalizzate a:

  • migliorare prodotti o processi esistenti
  • introdurre nuove funzionalità
  • aumentare prestazioni, efficienza o qualità

Attenzione: non ogni miglioramento è automaticamente innovazione agevolabile.
Serve sempre un contenuto tecnico dimostrabile.

Innovazione 4.0 e green

In presenza di specifici requisiti, alcune attività possono rientrare anche nell’ambito:

  • digitale / Industria 4.0
  • sostenibilità ambientale

Qui la documentazione richiesta è spesso ancora più articolata.

Design e ideazione estetica

Il design riguarda la progettazione estetica e funzionale del prodotto, non il marketing o la comunicazione.

Ed è proprio su questo ambito che arrivano le novità più rilevanti per il 2026.

Novità 2026: credito d’imposta design al 10%

La Legge di Bilancio 2026 ha confermato e rafforzato il credito d’imposta per design e ideazione estetica, portando l’aliquota al 10%.

Si tratta di una novità molto rilevante per le imprese che:

  • progettano prodotti
  • curano forma, ergonomia e funzionalità
  • operano in settori dove il design è leva competitiva

Perché il design è oggi centrale

Il design non è più solo “estetica”:
è parte integrante del valore del prodotto.

Tuttavia, è anche uno degli ambiti più contestati, perché spesso viene:

  • confuso con attività commerciali
  • descritto in modo generico
  • documentato in modo insufficiente

👉 Nel design, più che altrove, la qualità della documentazione fa la differenza.

Quali spese rientrano nel calcolo del credito d’imposta

Un altro punto critico riguarda le spese ammissibili.
Il credito d’imposta ricerca e sviluppo si basa su costi reali, sostenuti e tracciabili.

Personale interno

Rientrano:

  • ricercatori
  • tecnici
  • ingegneri
  • sviluppatori
  • dipendenti impiegati direttamente nelle attività agevolabili.

È fondamentale dimostrare:

  • il ruolo nel progetto
  • il tempo dedicato
  • la coerenza tra mansione e attività dichiarata

Ricerca esterna e consulenze

Sono ammissibili se:

  • realmente funzionali al progetto
  • tecnicamente coerenti
  • correttamente contrattualizzate

Le consulenze “di supporto” o meramente descrittive sono spesso oggetto di contestazione.

Quote di ammortamento

Rientrano le quote relative a:

  • strumenti
  • attrezzature
  • software

utilizzati nei progetti di R&S.

Materiali e prototipi

Ammissibili solo se:

  • direttamente collegati alle attività
  • utilizzati per test, sviluppo o sperimentazione

Certificazione del credito d’imposta R&S: perché oggi è decisiva

Negli ultimi anni è emersa con forza una verità:
il credito d’imposta non è rischioso di per sé, lo è la sua gestione.

La certificazione tecnica delle attività e delle spese consente di:

  • validare preventivamente l’inquadramento tecnico
  • rafforzare la posizione dell’impresa
  • ridurre drasticamente il rischio di recuperi fiscali

La certificazione non è una formalità:
è uno strumento di prevenzione e tutela.

👉 È particolarmente consigliata quando:

  • i progetti sono complessi
  • il credito è rilevante
  • l’impresa vuole serenità nel tempo

Controlli e contestazioni: cosa guarda davvero l’Agenzia delle Entrate

Nei controlli sul credito d’imposta ricerca e sviluppo, l’Agenzia delle Entrate si concentra su alcuni aspetti chiave:

  • coerenza tra attività dichiarate e documentazione
  • reale contenuto innovativo
  • corretto inquadramento delle spese
  • tracciabilità
  • assenza di sovrapposizioni improprie

Gli errori più frequenti non riguardano l’aliquota, ma:

  • progetti descritti in modo vago
  • documentazione standard
  • assenza di logica tecnica

👉 Nella maggior parte dei casi, il problema non è il credito, ma come è stato costruito.

Il percorso integrato: credito R&S, certificazione e (quando serve) Patent Box

Il credito d’imposta ricerca e sviluppo non dovrebbe essere visto come una misura isolata.

Per molte imprese è parte di un percorso più ampio, che può includere:

  • certificazione tecnica
  • valorizzazione degli asset immateriali
  • Patent Box

Quando coordinati correttamente, questi strumenti permettono di:

  • massimizzare il beneficio fiscale
  • ridurre il rischio
  • dare continuità alla strategia di innovazione

Perché scegliere Finply per il credito d’imposta ricerca e sviluppo

Finply ha fatto del credito d’imposta R&S il proprio core business.

Negli anni abbiamo sviluppato un metodo operativo evoluto, oggi anche certificato, che ci consente di:

  • analizzare in profondità le attività
  • qualificare correttamente i progetti
  • costruire una documentazione tecnica solida
  • affiancare l’impresa anche nel tempo

👉 Ad oggi abbiamo seguito oltre 400 pratiche, senza che nessun cliente abbia subito contestazioni, anche in presenza di controlli.

Questo non è un caso:
è il risultato di un approccio che mette al centro qualità, metodo e responsabilità.

Vuoi capire se il tuo progetto rientra nel credito d’imposta R&S 2026?

Ogni situazione è diversa.
Per questo è fondamentale partire da:

  • un’analisi tecnica preliminare
  • una valutazione della documentazione
  • una strategia chiara e sostenibile

📩 Contattaci per una consulenza: ti aiuteremo a capire se e come accedere al credito d’imposta ricerca e sviluppo, con un percorso strutturato e a prova di controlli.


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