Transizione 4.0 2021: le previsioni soddisfano gli imprenditori?

Transizione 4.0 prevede nuove aliquote per il 2021. Queste dovrebbero ridare un po’ di ossigeno allo sviluppo industriale e alla Ricerca & Sviluppo e Innovazione. Almeno secondo le indiscrezioni trapelate dal MISE, e riportate da Il Sole 24ore il 6 novembre scorso.

Un pannicello caldo, sì, ma, secondo gli imprenditori, di peso insufficiente come incidenza sul Recovery Plan in via di definizione.

Le novità:

Credito d’imposta per Ricerca, Sviluppo, Innovazione
  • Il credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo salirebbe al 20% con massimale a 5 milioni. Attualmente pari al 12% con massimale di 3 milioni.
  • Il credito d’imposta per le attività di innovazione tecnologica salirebbe invece dall’attuale 6% al 10% con massimale in aumento da 1,5 a 3 milioni.
  • L’attuale aliquota riservata ai progetti di innovazione volti a favorire digitalizzazione e sostenibilità, che oggi vale il 10%, verrebbe portata al 15%.
  • Infine, il credito d’imposta per le attività di design e ideazione estetica, attualmente pari al 6%, sarebbe alzato al 15%. Il tetto sarebbe raddoppiato da 1,5 milioni a 3 milioni.

Le nuove aliquote e i massimali relativi al credito d’imposta per le attività di Ricerca, Sviluppo e Innovazione sarebbero valide per tutti i due anni di proroga e non solo per il primo, come invece nel caso dei beni strumentali.

Beni strumentali 4.0

Il credito d’imposta per l’acquisto dei beni strumentali 4.0 (ex iperammortamento), attualmente è del 40% per investimenti fino a 2,5 milioni e del 20% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni.

  • L’aliquota salirebbe al 50% per investimenti fino a 4 milioni e al 30% per la quota di investimenti di valore compreso tra 4 e 10 milioni.
  • Arriverebbe poi una nuova aliquota del 10% per gli investimenti superiori ai 10 milioni (attualmente non agevolati) e i 20 milioni. Attenzione però: le nuove aliquote varranno solo per il 2021, mentre nel 2022 tornerebbero ai valori attuali.
  • Il periodo di compensazione dei crediti d’imposta, attualmente fissato a 5 anni, scenderebbe a 3 anni a partire già dall’anno in cui si verifica l’interconnessione.
I beni strumentali semplici
  • Quanto ai beni strumentali semplici, cioè tutti i beni strumentali non 4.0 (ex superammortamento) l’aliquota passerebbe, sempre solo per il 2021, dall’attuale 6% al 10%.
  • Secondo le indiscrezioni de Il Sole 24 Orel’agevolazione varrebbe “per investimenti effettuati da soggetti con ricavi o compensi inferiori a 5 milioni”.
  • Nessun cenno al tetto dell’incentivo, attualmente fissato a un monte acquisti di 2 milioni di euro.
  • Curiosamente, il periodo per la compensazione passerebbe da 5 anni a 1 anno (scenario sul quale ci permettiamo di esprimere dei forti dubbi).
  • Sarebbe infine prevista una maggiorazione speciale per quei beni strumentali funzionali all’implementazione dello smart working, per i quali l’aliquota salirebbe al 15%.
La formazione 4.0

Novità in vista anche per l’incentivo meno “amato dagli Italiani”, cioè il credito d’imposta per la cosiddetta Formazione 4.0. Al momento la misura copre, con aliquote differenziate comprese tra il 30% e il 50% a seconda delle dimensioni aziendali, il costo orario della manodopera occupata nei percorsi di formazione.

Per esempio, una piccola impresa che organizza un corso da 20 ore per tre dipendenti il cui costo orario è pari a 20 euro l’ora riceve un credito d’imposta di 600 euro (3 x 20 x 20 x 50%).

  • La novità sarebbe che tra i costi ammissibili, come richiesto a più riprese dagli imprenditori, siano incluse anche le spese dirette (leggasi il costo dei formatori ed eventuali spese connesse, ad esempio l’affitto del locale o di attrezzature strettamente necessarie) e non solo il costo orario dei dipendenti in formazione.

Per quanto riguarda questa particolare misura, FINPLY sta studiando un piano d’offerta ad hoc per sfruttare al meglio anche questa modalità e creare finanza per i suoi clienti.

Cosa ne pensano gli imprenditori?

Gli aumenti delle aliquote previsti da Transizione 4.0 sono sicuramente un passo nella giusta direzione.

Non si può tuttavia negare che dopo il periodo di fermo della prima metà dell’anno e nel pieno del secondo Lockdown, che interessa in modo più stringente soprattutto le regioni produttive del Nord, gli imprenditori di PMI si aspettavano ben di più.

Infatti, non è stata ancora valutata l’ipotesi di estendere a tutta Italia le aliquote previste dal Decreto Sud (inizialmente Decreto crescita).

Questa possibilità rimane una speranza, e una richiesta, di molti imprenditori.

Soprattutto considerando la comprovata validità delle misure di Transizione 4.0. Dal 2015 ad oggi, infatti, Transizione 4.0 si è dimostrata l’unica norma introdotta dai governi recenti che abbia davvero dato impulso al rilancio delle aziende produttive, al Made in Italy e all’esportazione.

Ad opinione di tutti gli imprenditori che hanno già avuto la possibilità di beneficiare di queste misure, mai come oggi, in questo difficile momento per l’economia italiana e mondiale, sarebbe uno strumento su cui puntare al massimo per garantire la ripresa!

E FINPLY?

In questa fase FINPLY è come sempre al fianco degli imprenditori.

Con il suo know how specializzato, tecnico ed approfondito, aiuta le PMI a sfruttare al massimo del loro potenziare queste misure di recupero di crediti d’imposta.

La speranza è quella di sostenere le aziende italiane (sia del Nord che del Sud) in questo momento di stagnazione economica, permettendogli di recuperare finanza dove possibile.